Via D'Amelio 19.
Quando altri lo vorranno

A ventinove anni di distanza, un reportage che racconta i giorni delle celebrazioni per l’anniversario della Strage di Via d’Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti di scorta Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina.

Il documentario è stato girato a Palermo nel luglio 2021

Prima proiezione pubblica del documentario lunedì 21 marzo 2022 presso il Teatro Falcone Borsellino di Limena (Pd)

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Poco prima di morire quel terribile 19 luglio del 1992, il giudice Paolo Borsellino disse che si, probabilmente ad ucciderlo materialmente sarebbe stata la mafia, ma solo quando “altri” lo avrebbero voluto e deciso.

 

Quando sono partita per Palermo a luglio 2021, sapevo solo che avrei voluto raccontare cosa in città sarebbe successo nei giorni delle celebrazioni in memoria di quella strage che costò la vita non solo a Borsellino ma anche a cinque agenti della sua scorta (Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina) e che inflisse al Paese, dopo una serie di altre terribili mattanze, una ferita incancellabile. Non sapevo cosa e chi avrei incontrato né tanto meno quali emozioni mi avrebbero accompagnata.


Eppure fin dall’inizio il pensiero di quegli “altri” era lì presente.


La Strage di Via d’Amelio è legata imprescindibilmente per alcuni alla cosiddetta Trattativa Stato-Mafia, per altri specialmente al clima ostile che all'epoca si respirava all'interno della Procura di Palermo, e dunque chi sono questi “altri” di cui parlava Borsellino? Oggi fare memoria significa anche e soprattutto continuare nella ricerca di una verità che ancora non abbiamo e che odiosi depistaggi cercano di adombrare.


Ma gli “altri” sono anche degli incontri illuminanti e commoventi che ho fatto in quei giorni a Palermo: penso alla lunga intervista a Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, agli scambi che ho avuto con Antonio Vullo, l’unico sopravvissuto alla strage, o con Luciano Traina, fratello Claudio, uno degli agenti morti in via d’Amelio; e ancora gli “altri” per me sono Massimo Sole e Graziella Accetta, rispettivamente fratello di Giammatteo e mamma del piccolo Claudio, entrambi vittime innocenti della mafia.


E quando ho ripreso l’aereo per ritornare a casa assieme a Giulia e Claudia, compagne appassionate di questo viaggio, dopo aver visto e ascoltato e provato tutto quanto ho potuto, anche in quella via d’Amelio davanti al civico 19 che avevo conosciuto solo alla tv, ho avuto ben chiaro dentro di me che gli “altri” siamo anche noi: sta soprattutto alla società civile a partire dal singolo decidere da che parte stare, quotidianamente. Siamo noi a decidere di non far cadere nell’oblio vicende come quella che ha portato alla morte di Paolo Borsellino e della sua scorta, ma anche di tante altre che hanno causato vittime meno conosciute; siamo noi a decidere come costruire il nostro domani. A decidere che futuro volere.

Via D'Amelio 19. Quando altri lo vorranno

Anna Tringali

Una videocamera. Un punto di vista, un tempo limitato e nessuna premeditazione.


 

Essere lì, presente, pronta ad accogliere e registrare cosa accade davanti all’obiettivo, come una strada gremita di gente che inveisce instancabile contro l’ingiustizia, o donne e uomini che si espongono ancora una volta per mantenere viva la Memoria dei loro parenti vittime di mafia.


Tra momenti di comizi pubblici e interviste personali condotte per strada e in edifici affollati, camminiamo per le vie della città e ne cogliamo i colori, ne ascoltiamo i silenzi.

 

Palermo, “madre violata”, con la sua storia e la sua architettura resiliente è stata affascinante da riprendere: mi ha accolta fin dal primo momento e non mi ha mai fatta sentire estranea o fuori posto. Io in cambio mi ci sono approcciata senza sovrastrutture, né davanti la macchina da presa, (…), né dietro in fase di montaggio, (…). La narrazione di ciò che accade nei giorni legati al 29° anniversario della strage di Via D’Amelio segue infatti il filo cronologico e l’affiorare vero e preciso dei pensieri di Anna, guida e voce appassionata delle mie immagini, e tenta di riproporre il viaggio nostro e di Giulia nella maniera più trasparente possibile. (…)

 


Claudia Sferrazza

REGIA

Anna Tringali e Claudia Sferrazza

SCRITTO E RACCONTATO

Anna Tringali

RIPRESE, AUDIO E MONTAGGIO

Claudia Sferrazza

POSTPRODUZIONE AUDIO

Edoardo Fainello

ORGANIZZAZIONE

Giulia Diomaiuta

PRODUZIONE

Teatro Bresci

PROGETTO IMPEGNATI

Con il sostegno di Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell'ambito del bando Cultura Onlife

Progetto patrocinato da Avviso Pubblico